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San Michele Febres Cordero
San Michele Febres Cordero

Invito alla Santità


San Michele Febres Cordero

nascita: 7.11.1854 luogo: Cuenca (Ecuador)
morte: 9.2.1910 luogo: Barcellona (Spagna)

Monaco

Entrò nell’ordine dei fratelli cristiani. Si dedicò all’insegnamento e all’educazione dei fratelli più giovani.

Biografia

I genitori Francesco e Anna lo vorrebbero sacerdote. E lui dice di no quando è ancora ragazzo, amareggiando il padre, di cui porta il nome. Dice di no, perché ha fatto una scoperta entusiasmante. Nel suo Ecuador (già colonia spagnola, indipendente dal 1830) sono arrivati nel 1863 dall’Europa i Fratelli delle scuole cristiane, aprendo un istituto anche a Cuenca, la sua città natale.
Lui è stato uno dei primi alunni, si è appassionato al loro modo d’insegnare, e infine ha deciso di entrare nella loro congregazione, fondata nel 1680 a Reims, in Francia, da san Giovanni Battista de la Salle, e votata a un solo scopo: l’istruzione della gioventù (di quella più sfortunata, soprattutto), partendo dalla “scuola per la scuola”, ossia dalla formazione dei maestri. E questi ultimi dovevano consacrarsi solo all’insegnamento, rinunciando per questo al sacerdozio.
Così, a 14 anni, Francesco è accolto dai Fratelli a Cuenca, e vi incomincia il noviziato, prendendo il nome di fratel Michele. Solo sua madre ha dato il consenso; il padre, per alcuni anni, rifiuterà anche di scrivergli. Lui intanto diviene prima maestro degli scolaretti, e poi anche dei futuri insegnanti. I superiori lo mandano negli istituti lasalliani di Quito, la capitale, e lui vi rimane per 38 anni, come formatore di docenti. Mancano ancora buoni libri per le scuole, ed è lui a provvedere, pubblicando opere che si adotteranno poi in tutto il Paese: grammatiche della lingua spagnola, manuali didattici e testi di filologia, raccolte di poesie. E libretti di catechismo per i più piccoli.
Diventa un leader culturale per tutto il Paese, onorato dalle istituzioni, ma continua – meglio esige di continuare – nell’opera di primo avvicinamento dei più piccoli alla fede, come il più modesto catechista. E di fatto “catechizza” tutti, nell’ambiente scolastico e fuori, con la semplicità gioiosa della sua vita, nello stile dei Fioretti.
Ma le vicende politiche d’Europa chiamano fratel Michele dall’altopiano ecuadoriano al Belgio e poi alla Spagna. Nel 1904 il governo francese ha soppresso ed espulso le congregazioni religiose, confiscandone i beni. I Fratelli delle scuole cristiane hanno lasciato la Francia trasferendo la casa madre in Belgio; e sono pronti a operare in Spagna e in America latina. Ma devono imparare la lingua spagnola, e per questo si chiama in Europa fratel Michele, che organizza i corsi di studio, prepara i testi, dirige l’insegnamento. Si ammala nel clima del Belgio, troppo rigido per lui, e si trasferisce in un centro rivierasco di Spagna: Premiá del Mar, vicino a Barcellona, in un altro centro lasalliano di preparazione. E qui muore sul lavoro in un giorno d’inverno, per una polmonite.
In Ecuador questa morte è considerata un lutto nazionale, e comincia a divulgarsi la sua fama di santità, dalla quale prenderanno avvio negli anni Venti i processi informativi per l’Ecuador e per la Spagna. Nel 1936, durante la guerra civile spagnola, i resti di fratel Michele vengono riportati in Ecuador, e subito incominciano i pellegrinaggi alla sua tomba, nella Casa lasalliana di Quito. Nel 1977, papa Paolo VI lo proclama beato insieme a un confratello, il belga fratel Muziano Maria. Il 21 ottobre 1984, papa Giovanni Paolo II lo iscrive nel libro dei santi.

Dagli scritti

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